BLINKEYE62
lunedì, 17 dicembre 2007
Palpito
gioco con i tuoi occhi,
puntati sul mio viso,
ormai stanco dal conto chiarore degli anni.
Come vorrei essere un lampo per saettare
nell'oscurità dei tuoi gravosi patemi...
invece sono solo un bacio che muore sulle tue labbra
Palpito,
esito per il tuo seno gonfio di desiderio;
piegandomi scorgo le pieghe mobili della tua gioia...
il cui ansimo dona ai miei occhi stelle folgoranti:
come nell'amore.
tocco senza decenza le tue labbra,
voltandomi mi sfiori come farfalla
e nel rossore del tuo voglioso sguardo
ritrovo l'apice di una notte calda,
come il fuoco della passione...
sussurrato da blinkeye62 alle 22:57 commenti (14)
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mercoledì, 18 aprile 2007
Il pensiero delle mie castagne
Le ciocche bionde fluivano lungo le spalle ben equilibrate come una veste ricolma di sensualità, il suo sguardo poltriva sul mio viso alla ricerca di una parola o di un sorriso, che a lì a poco si sarebbe infranto sulle sue labbra. Ero lì, su quel corpo maledettamente attraente, e la guardavo dritto nelle iridi di castagna matura chiedendomi se era un’apparizione o una realtà concreta. La guardavo beandomi del suo respiro quando, improvvisamente, disse – Devo andare……purtroppo…..mi aspettano -.
- Lo so mio tesoro, lo so bene, ma ti prego fammi gustare ancora per un momento del tuo sorriso – e rivolgendomi ai suoi occhi con la mano gli sfiorai un seno, come se quel gesto potesse appagarmi del mio irrefrenabile appetito. Mi scostai e lei potè sollevarsi con classe, si riappropriò del bel completino blu cobalto e, portandosi verso la specchiera, mi guardò come si guarda una nuvola nel cielo. Era bella, bella più dei miei occhi che la rimiravano ormai da un po’ di tempo. La trovavo ogni giorno più bella e non capivo il perché, forse la ragione di questo navigava in quel mio trasporto nei suoi confronti. Dal primo momento che la conobbi il mio afflato emozionale ebbe un sussulto, uno di quegli smottamenti che percuotono la madre terra con l’intento di ricordare che in fondo siamo esseri umani. Con quel pensiero in testa mi stiracchiai senza molto garbo riportando il mio cuore verso di lei. Mi s’avvicino e donandomi un bacio profondo mi disse – Professore ci vediamo presto – e staccandosi da quel mio odore così passionale guadagnò la porta, io, non potendola fermare, mi limitai a prenderla per un braccio e, riportandola sul letto, gli schioccai tutta la passione che provavo…..Ci fu una leggera colluttazione ma alla fine prevalsi e ci amammo nuovamente.
Mi tornò in mente il primo bacio che ci unì. Furtivo, rubato tra le foto d’un’infanzia leggera e palpitante. Quasi immobile su un divano troppo comodo per sfogare le mie sensazioni…….
Dopo qualche giorno ci rivedemmo e, nel vederla arrivare, provai una scossa. Ero seduto al tavolo di un localino lungo mare, non molto affollato, luogo giusto per un incontro tra amanti……..Giunse avvolta in un soprabito pesca, il cui colore bene s’intonava ai suoi occhi. Prima di sedersi mi baciò come solo lei era capace, il suo respiro mi pervase il corpo e la mente. Sedendosi appoggiò la borsa sulla sedia vicino a quella dove si sarebbe seduta. Mi guardò intensamente ed io conoscevo bene quegli sguardi parlanti, sapevo che il suo modo di fare era avvolgente, in fondo era stato proprio quel suo atteggiamento a farmi innamorare. Si slaccio i bottoni del soprabito e, accavallando le gambe, prese la borsa, da cui estrasse le sigarette.
- Non hai perso il vizio – sbottai dolcemente sfiorandogli una mano.
- No, lo sai che non ce la faccio – rispose lei sistemandosi i capelli scompigliati dalla leggera brezza che spirava.
- Cosa prendi?..- dissi.
- Quello che prendi tu…-.
Ordinai due caffè vista l’ora. Erano le 15.00 di un pomeriggio autunnale soleggiato. Quanto era bella *pensai senza palesarglielo* era uno splendore…..quel viso così provato ma al contempo piacevolmente da bimba, quel sorriso sempre evocato con gentilezza e quella sua irrefrenabile spontaneità, che faceva di lei un’irresistibile donna sensuale……la dipingevano come un angelo…*. Il sole, timido, inondava le sue gote arrotondate come una collina.
- Ale, hai mai visto la campagna inglese…..la rivedo sulle tue guance – sbottai improvvisamente.
- Ahahah…Fra non me l’avevi mai detto…..Perché mi dici questo – mi chiese guardandomi con quell’espressione di chi è avida di conoscenza. Ale era una donna che poteva essere considerata una sorta di main-frame, la sua fervida curiosità spesso la portava a divenire insaziabile e questo suo modo d’essere mi faceva impazzire. Quel continuo rincorrere il fatto interessante, il voler sapere a tutti costi mi riempivano di gioia. Era come una donna-bimba avida di crescere attraverso la conoscenza.
- Non so perché quando guardo le tue gote rivedo la campagna inglese….Sarà, forse, perché mi piace navigare su di esse, come se fossi su un declino verde d’erba grassa e umida, che solo nelle campagne inglesi ritrovo – sentenziai sorridendogli com’ero solito fare. Mi piaceva un sacco guardarla quando la sua mente correva in chissà quali luoghi, mentre gli occhi amavano distrarsi per non farsi scoprire in quel suo divagare, quasi lo volesse serbare come un segreto, ma io, che sapevo di questa sua abitudine, la lasciavo quasi sempre fare. Mentre sorseggiavo il caffè, notai nel suo sguardo una flebile tristezza, una fiammella d’inquietudine che le rendeva le labbra teneramente tese, e sapevo bene che quel tratteggio così preciso era foriero di nubi. Cercai di distogliere da me quel pensiero che aveva preso possesso di una parte del mio pensare, ma non potei farlo con efficacia perché le sue labbra mi riportavano senza via di scampo a quel dubbio. Allora presi l’iniziativa.
- Ale….che cosa hai? Sai che ti conosco bene….quando hai quell’espressione covi qualcosa – iniziai appoggiando la tazzina sul tavolino.
- E’ vero Fra…..mi conosci bene, non ti posso nascondere nulla – rispose lei assumendo un’aria imbarazzata e triste. Guardandola compresi subito che ciò che avrebbe detto riguardava noi e con dolcezza la esortai a dirmi ciò che la rendeva in quello stato.
- Non possiamo più vederci – sbottò senza indugio pensando che fosse il modo migliore per risanare quel dolore che le premeva il petto.
- Come…non capisco…..- rimasi sconcerto mentre guardandola impugnai i guanti che avevo in tasca.
- Non posso più sostenere il rapporto, ho mille casini……la separazione, la casa, mio figlio, i parenti e non ultimo mio marito….che mi rompe e tu lo sai - fece una pausa come se volesse riordinare i pensieri così pieni di confusione e riprese – non che io sia stata male con te, mi hai fatto emozionare e non sai quanto, ho trovato un guscio dove rintanarmi e mi sei stato utile con il tuo amore, ma purtroppo non riesco più ad essere equilibrata nelle mie decisioni, ho sempre quel timore di sbagliare e con te non posso permettermelo…..Preferisco fermarmi per un periodo -.
Mi alzai di scatto e, guardandola negli occhi, provai una fitta lancinante al petto, quelle parole mi avevano scosso come un fulmine fende il cielo pieno di tempesta. Distolsi per un momento lo sguardo da lei e, voltando leggermente il viso verso il mare aperto, lo posi su una barca a vela che, nel suo veleggiare, si allontanava dalla costa. Era, forse, un segno evidente quell’imbarcazione…….Non l’avrei mai saputo. L’unica cosa certa di quel momento erano le parole di Ale che, riecheggiando nella mente, mi avevano distrutto. Respirai profondamente e focalizzando nuovamente l’attenzione su di lei cercai di rimanere calmo. Mi sedetti di nuovo.
- Ti rendi conto di cosa stai facendo? – dissi lentamente.
- Certo tesoro….- prese tempo – lo so che sto facendo e ti assicuro che non ne sono entusiasta, anzi, per la verità, soffro molto, ma ora è la migliore cosa da farsi….credimi -.
- Io non so che dirti ora……e non posso fare altro che accettare la scelta. Questa decisione mi distrugge perché io ti amo con tutto il cuore…….ma appunto perché il mio amore è così forte che desidero il tuo bene. ……e non mi opporrò – sentenziai con rammarico.
Sapevo che la mia era stata una risposta dettata dalla ragione e che non rispecchiava le mie vere pulsioni di quel frangente. Se avessi lasciato andare il mio istinto avrei certamente osato di più. L’avrei avvolta nell’abbraccio più passionale che il mio esile corpo avrebbe potuto proferire, e in quel trasporto l’avrei amata su quel tavolino dando scandalo. L’avrei travolta di parole e in mille baci avrei cercato di renderla felice, invece……stavo lì, fermo, a guardarla in quella bellezza che non mi avrebbe più nutrito. L’aria spirava e l’imbrunire era alle porte. Le luci degli edifici a ridosso della costa si stemperavano nell’ombre serali e il riflesso che usciva si stagliava sull’increspata superficie marina disegnando figure arabesche. Improvvisamente, Ale mi s’avvicinò e, accarezzandomi il viso, mi baciò lungamente, poi prendendo la borsa senza dire nulla s’avviò verso il centro. Non potei fare altro che vederla allontanarsi nel suo incedere flessuoso e, con un tono di tristezza, pensai Vai, dolcezza, tu rimarrai sempre dentro di me come una briciola di saggezza che a distanza nutre ancora….Se un giorno ci rivedremo….saremo certamente più forti…
sussurrato da blinkeye62 alle 11:24 commenti (5)
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martedì, 20 marzo 2007
“Piangere in silenzio, raccogliere le forze per combattere le avversità, rispettare le idee degli altri seppure diverse dalle tue, amare la gente per quello che è non per come appare. Questi sono gli insegnamenti che mio padre, uomo semplice ma amorevole, mi ha edotto fin dalla tenerissima età. Ricordo che, quel giorno, il sole emanava una luce calda e puntualmente luminosa e, dopo un ennesimo gioco fatto in cortile, mi ero steso a terra, ansimante per la fatica. Il viso era volto al cielo azzurro e, guardando le nuvole di panna montata, che si lasciavano cullare amorevolmente dal vento fresco, attendevo con trepidazione il ritorno di mio padre. Non appena lo scorgevo, scattavo in piedi e, correndogli incontro, gli buttavo le braccia al collo per sentirlo mio e di nessun altro. Lui, sorridendo con gli occhi e il cuore, mi sollevava e stringendomi al petto mi donava un bacio. Nelle sue braccia forti mi sentivo protetto, avrei potuto affrontare qualsiasi ostacolo, con lui al mio fianco sarei potuto andare in capo al mondo. Quando si arrivava in casa, lui, lanciando un’occhiata di vogliosa tenerezza a mia madre, mi accompagnava in salotto. Lì, m’interrogava sulle avventure giornaliere e, senza farsi pregare, commentava ogni mia azione con parole ferme e rassicuranti, facendomi apparire quei mostri che avevano animato le mie fantasie come farfalle indifese. Tuttavia, non appena la mamma urlava che la cena era servita, tornava serio e mi diceva con cipiglio di padre: “E’ ora di cenare. Bisogna lavarsi”. Si andava in bagno e, aprendo il rubinetto, impugnava la spugna ruvida e cominciava a lavarmi le ginocchia sporche di terra. Sebbene usasse quella spugna, non mi faceva alcun male. I suoi gesti dimostravano sicurezza e amore allo stesso tempo, e nella sua bellezza rivedevo i miei occhi gentili e comprensivi. Solo ora, a distanza d’anni, ho compreso il significato di quei gesti, all’apparenza così banali, così amorevolmente ben calibrati, così eternamente presenti nella mia memoria. Non erano altro che gesti d’amore……………”.
sussurrato da blinkeye62 alle 11:12 commenti (7)
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venerdì, 23 febbraio 2007
Torino d'amore
Saggezza del tuo pensiero educa
la mia sete di sapere......
Mi racconti di reali, giardini, nobili sabaudi
e di sole che filtra tra i rami....
Cammini sostenendomi al tuo braccio e
mi sussurri il tuo sapore di gusto cavouriano....
Sei bella in mezzo ai sapori di una nobiltà
di vecchia storia...
Gente in piazza,
ma noi lontani in pensieri di gioia.....
Amore.....
senza tempo e sognante accompagni
le mie parole.....
Luce di raggio ci trova seduti,
abbracciati a riposare su legno profumato
di città.......
Ed io ti guardo......
sorpreso di piacevolezza per la tua
vivacità di pensiero......
Grazie amore.......nutrimi ancora
perchè mai sarò sazio...
sussurrato da blinkeye62 alle 13:03 commenti (4)
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giovedì, 08 febbraio 2007
Gioca
Mia fremente anima-carnale scuoti i capelli
e gioca con il mio corpo soverchiando gli ostacoli.
Assaggia il frutto che esplode verso il mare del tuo seno
godi...fammi il piacere che tu sola mia poni addosso
perché nei tuoi tocchi.......ritrovo il brutale
universo primordiale.
Ridi e mangiami con il gusto del proibito
e dietro le mutandine sento il pulsare
dell'inconscio che avanza.
Porgimelo
in quel profumo di delicata marina
ed io come un pescatore di perle mi tuffo
sapendo del riposo che troverò in seguito..
sussurrato da blinkeye62 alle 14:59 commenti (16)
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mercoledì, 07 febbraio 2007
IL NULLA
Il nulla……….Con il suo incedere cadenza il ritmo dei giorni vellutati da un’indifferenza trapassata…..E’ come se appartenessi ad meccanismo ad orologeria decrepito e ormai in disuso, dimenticato dal destino sotto una spessa coltre di polvere in una soffitta buia di una remota città lontana, lontanissima, ai confini del reale.. Io, immobile come un chiodo arrugginito, guardo passare i soli, le lune senza profferire alcuna parola, perché il nulla ha fagocitato il mio tepore vitale. E’ gonfio d’orgoglio per avere aggiunto alla lista di morte il mio nome, per avere dissanguato le energie di cui disponevo, per avere corroso l’amore che mi alimentava dandomi ossigeno fresco…..Non sono più nulla…..solo un ammasso di carne informe, che presto dare vita a tribù di vermi…….e poi solo il nulla. Mani di altri mi toccano, cercano di riportare in me il sorriso di un tempo, premono sul cuore sperando di farlo riecheggiare e vanamente scuotono il mio corpo. Ho ancora piccole percezioni e sento il gravoso avanzare del buio sugli occhi, ancora lievemente aperti…..E’ la fine….il nulla. Il tempo diventa eternità. Ricordi senza sonoro riaffiorano sul bordo della mente…….una speranza breve per il mio dannoso vivere…un secondo di luce…..il risveglio…….poi il definitivo nulla. Fluttuo in una densa incorporeità e il buio è ovunque……Non trovo più il mio equilibrio e percepisco che gli ultimi respiri vitali stanno per venire meno, ma a gran forza cerco di ribellarmi, di aggrapparmi, di lottare…..ma tutto è inutile. Ora capisco il dolore di un’indifferenza annosa. Ho paura, ho terrore, ho rabbia, ho risentimento, ho invidia…….tutti sentimenti gonfi di nulla. Ora è padrone assoluto, si fa pressante, vuole irrompere, desidera farsi giustizia, è una fiera rognosa che divora tutto……e si realizza nell’azzeramento, nell’annientamento, nel dissolvimento……….E’ la morte totale…….più nulla.
sussurrato da blinkeye62 alle 16:14 commenti (4)
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Dietro un monitor...
Ci siamo noi
con qualche pregio
con qualche difetto
ma sempre noi
frammenti di cielo
riflessi di Anima e Cuore
ognuno di noi
a dentro se la sua storia
la sua vita
un brandello di sereno
da condividere
nell'attesa qualche volta
di un sorriso
e qualche volta con la voglia
di donarlo
ma sempre noi
non un freddo cristallo
ma un cuore che batte....

Con affetto Gio
sussurrato da SempreGio alle 14:53 commenti
categoria:amicizia

venerdì, 02 febbraio 2007
L’aquilone si allontanava come un pensiero per una donna e il bimbo piangeva a di rotto sulla collinetta. Il suo sguardo ne seguiva la virtuale traiettoria con la speranza di non perdere il suo gioco preferito, ma purtroppo il destino era segnato. Le lacrime scendevano copiose, i suoi occhioni luccicavano al sole e il cuore non comprendeva quell’abbandono, non riusciva a capire che quell’oggetto fatto di carte e vento un giorno potesse scappargli via, non comprendeva che i giochi si potevano concludere. Il suo pensiero gravitava attorno ad un aquilone che, in quel momento, vedeva allontanarsi tra gli sbuffi di vento……..No……non abbandonarmi, continuava a ripetersi. Improvvisamente, voltandosi, corse giù dalla collina e nel vento che gli scompigliava i capelli, potè udire nitidamente la voce di sua madre, che, con amore, lo abbracciò forte. Il bimbo, che in quel frangente, era triste, a contatto della sua mamma sorrise e, guardando il cielo color indaco, diede un ultimo saluto al suo aquilone, che di certo facendo km e km avrebbe divertito chissà quale altro infante………….
sussurrato da blinkeye62 alle 13:27 commenti (4)
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martedì, 30 gennaio 2007
19 novembre 1999,
Lettera rivolta all’amore,
Mentre ti sto scrivendo il mio cuore piange lacrime azzurre come i miei occhi. La sensibilità di un uomo si vede da come parla e da come si pone con il cuore. Maledetto muscolo…alle volte vorrei spegnerlo per non soffrire più. Ho sofferto troppo nella vita e tu sai perché. Alle volte, più spesso di quanto tu creda, mi domando esattamente cosa pensi di me, e tra i mille giudizi che potresti esprimere, quello giusto non l’ho ancora trovato, c’è qualcosa che mi annebbia la vista, che non mi rende lucido come vorrei. Il mio cervello frulla freneticamente senza sosta, può essere paragonato ad un flipper. Mio nonno mi diceva sempre: “Vedrai quando diventerai grande, vedrai….”, e solo ora capisco cosa intendesse dirmi, solo ora ricordo nei suoi occhi quella strana luce e solo ora intuisco cosa significasse quel bagliore. Perché bisogna diventare grandi? Il mio parlare vola senza limiti e sto uscendo dal reale motivo per cui sto scrivendo questa missiva. Il calore di un tramonto sulla pelle non basta per raccontarti come sei, le stelle di questa notte blu cobalto mai saranno come il tuo sospiro, la dolcezza di un bacio non sarà come guardare il tuo cuore pieno di sensibilità, e il colore dei miei occhi non sarà come il tuo fuggevole sguardo. Ti voglio bene e non sai quanto. Io non tradirei mai la gentilezza e la sensibilità che mi sorregge e che ci sta portando a vivere una bell’avventura trasognata. Ho tuttavia paura di perderti, ho paura di vederti partire e non più tornare, ho paura di lasciarti sola, ho terrore di non potermi nutrire del tuo cuore, ho paura di non vedere più i tuoi occhi così espressivi, ho paura di guardarti fisso negli occhi e sentirmi dire un ciao freddo e veloce, ho paura di non sapere entrare nei tuoi pensieri, in una parola “ti amo, amore”. In tutto questo tempo, con le parole, ho veleggiato nel profondo mare delle illusioni e con il cuore pieno di te ti ho parlato d’amore, con l’occhio azzurro mi sono disposto con intensità benevola a sorreggere i tuoi sorrisi. Ho pianto, ho pianto molto su i tuoi occhi. L’amore che ho donato non è stato raccolto. Quando tutto ciò finirà? Le lacrime non servono a lenire il dolore che mi hai fatto. Non sono il fiume che corre, né il lombrico che mangia la terra, tanto meno il sole che illumina il giorno che sta nascendo. Io sono un grande albero che fa ombra, ma allora perché non c’è nessuno che si ferma a prendere la frescura che dono. E’ difficile parlare d’amore senza bruciarsi, è difficile provare amore quando sei l’unico che lo sente, è impervio guardarsi profondamente e accorgersi che è tutto inutile, che è stato solo un miraggio, ed è altresì arduo essere sinceri quando la verità può far male, ma, essendo uomo che vive e ama, non posso esimermi dal farlo. Questo, però, fa male, un male terribile. Il mio cuore è stato dilaniato, frantumato, soffocato dagli spettri di un timore troppo pesante, e per questo non saprò più giocare con l’amore altrui. Sono stanco di costruire, coltivare, piangere, soffrire per avere un pugno di sofferenza. Per te ho raccolto le stelle più splendenti, per te ho pianto notti intere, per te ho parlato agli spiriti benevoli, per te ho rincuorato i miei mali, per te ho sognato notti serene, per te ho raccolto i sospiri di fate per poi donarteli sul sospiro di un cuore vivo, per te ho odiato le mie paure, per te ho cercato d’essere sincero, e per te nulla è bastato. Dove ho sbagliato? Perché hai offuscato le mie parole? Non più parole. Dovrò chiudere il mio cuore e non ci sarà più qualcuno che vorrà il mio amore. Piangerò senza farmi vedere, come tante altre volte mi chiuderò senza dolermi e gli occhi, che molte volte hanno vissuto, più tradiranno il vero che c’è in me. Mi auguro di non ferire nessuno, né tanto meno te, dolce pensiero trascolorato. Tra le lacrime e i sogni mi muoverò, e soltanto alla fine, guardando dentro di noi scopriremo le vere ragioni di questa sconfitta, solo accarezzando la verità sapremo dare pace agli impulsi che scuotono l’amore che ci porta a vivere ogni giorno e soltanto respirando a pieni polmoni, incuranti delle risposte che ci sono date, potremo sapere quanto la bellezza è dono effimero. Non ti abbandonerò e ti porterò con me nel cuore, ma nel contempo, combatterò quella tua paura di amare, quella tua strana indecisione e quella tua grande voglia di nasconderti.
sussurrato da blinkeye62 alle 16:17 commenti (4)
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venerdì, 26 gennaio 2007
Madagascar
Pubertà caldamente rigogliosa,
spazi che si toccano senza sfiorarsi,
limiti che ricorrendosi mai si trovano
ed eventi ben radicati nel seno di una
madre assai generosa.
Perché non ti trovo?
Nobiltà millenaria depurata da sospiri
ricolmi d’ossigeno e in essi mi tuffo senza
pudori e inibizioni,
memore di un tempo senza barriere.
sussurrato da blinkeye62 alle 14:08 commenti (1)
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martedì, 23 gennaio 2007
Maternità
Con gli occhi piango tutte le notti
nel vano rincorrerti
e ogni volta che ti cerco
mi sembra di perderti.
Mai pago erro tra i boschi delle
passioni con la speranza di rivolgere
gli occhi in quei luoghi ove hai vissuto.
Trovo immenso dolore quando cerco
inutilmente la bellezza del tuo sorriso
nel mio sguardo, trovo conforto quando
gioco con il tuo calore e, mestamente,
riprovo ad assaporare la gioia di
quella sensazione. Mi manchi, ma
soprattutto mi manca il tuo amore.
sussurrato da blinkeye62 alle 13:21 commenti (4)
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lunedì, 22 gennaio 2007
Viaggio
"non respiravo aria solo per dimostrare al mondo che esistevo, respiravo il tuo respiro per dimostrarti che esistevi, concreta più di una quercia secolare. Eravamo pronti a partire, il luogo era imprecisato.....la partenza ci aveva messo addosso una frenesia incontenibile, il tuo picchiettare sulla mia spalla mi aveva convinto che il viaggio ora era concreto. Ti guardavo come si guarda una bimba e l'aria.....benedetta aria....scompigliava le tue ciocche inconsulte di profumo di bosco, quello che mi aveva fatto sempre impazzire....quello che avevi al nostro primo incontro.Inalavo, inalavo profondamente e, in quel gesto vitale, percorsi il tuo prato fatto di pelle soffice, vellutata, rosea e pazzamente eccitante.....Io ero lì, davanti al bancone, che guardavo la hostess dal nasino all'insù e pensavo al tuo corpo gesticolante......lì a due metri da dove ero. Aria, aria, aria........un sguardo d'intesa, un occhiolino provocante, un ammiccamento di natura......e noi, tra qualche ora, distanti da qui....su un'isola piena di sole, piena di mare, piena di natura, piena di tranquillità………..lontano da tutto...ma soprattutto piena di noi.........Aria nuova, aria di felicità....."
sussurrato da blinkeye62 alle 09:44 commenti (3)
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venerdì, 19 gennaio 2007
PORTAMI
Getta su me il tuo corpo
e lavora con esso fino a
farmi esplodere.....
Non fermare il tuo impeto
scagliante come puledro novizio.
Tappami la bocca con schiocchi
arancio e voluttà senza tempo.........
Voglio scontrarmi con il tuo gesticolare
d'amante, così avvolgente,
così estremamente provocante e
finché avrò fiato portami con te
nel fondo del tuo ansioso seno.......
sussurrato da blinkeye62 alle 14:26 commenti (6)
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Bisogno di te
Trovo rugiada lenta sulle guance
di chi non sa respirare...
Perché scopri il seno senza
riflettere un sorriso......
Giochi con il dubbio increspato
da mille pensieri.....
Percuoto le strade del tuo
ondoso benessere........
mai pago di quel bisogno di te........
sussurrato da blinkeye62 alle 14:09 commenti (1)
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giovedì, 18 gennaio 2007
Sirena del mare
Ho sentito l'ala di un gabbiano che sfiorava i miei capelli…….
il muovere dell'aria mi ha portato sentori di ginestra e rosmarino…..
e l'odore forte del mare in sommossa…….
Le onde sul tuo flessuoso corpo gesticolano come piovre impazzite,
l'acqua, scorrendo sulla tua calda pelle, scorta il tuo pensiero verso di me,
che sono seduto a guardarti in tutto il tuo stanco splendore........
dea del divino mare………
Baciami,
e baciami ancora……
dove i sensi perdurano sotto pelle,
esplodendo con voracità per te,
saprò mai essere sazio di te e dei tuoi colori..........
Chissà.....
So solo che gli dei ti hanno evocato dalle fiamme sacre......
e ti hanno posta sul simulacro degli amori scottanti.......
Che bel sapore che hai.......
Che stupendo sorriso che prolusi......
Che gran desiderio rilanci........
Che piccolo pensiero esorti…..
oh.....mia dolce sirena......ti ho rapita
e ora sei mia..........
sussurrato da blinkeye62 alle 18:56 commenti (2)
categoria:sentimento

mercoledì, 17 gennaio 2007
Bisogno di te
Trovo rugiada lenta sulle guance
di chi non sa respirare...
Perché scopri il seno senza
riflettere un sorriso......
Giochi con il dubbio increspato
da mille pensieri.....
Percuoto le strade del tuo
ondoso benessere........
mai pago di quel bisogno di te........
sussurrato da blinkeye62 alle 17:12 commenti (1)
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martedì, 16 gennaio 2007
Rispetto
Sotto l’odore degli occhi ricolmi di
lacrime,
piango con il cuore di chi non sa apprezzarmi,.
Rifuggo persone che non hanno nulla da dire,
tutto ciò lo faccio perché non riesco a trattenere le
emozioni.
Non cercarmi nelle ombre furtive della notte,
non troverò scuse per sentire il tuo cuore battere.
Con esso ti porterò rispetto.
sussurrato da blinkeye62 alle 09:21 commenti (9)
categoria:amore, sentimento

lunedì, 15 gennaio 2007
Arrosto
"preparami l'arrosto........principessa....."
ho raccolto ginepro, salvia e zenzero
per ornati il fuoco del casolare.......
puoi ballare con rami intrecciati nei capelli
attorno al massello robusto di quercia nodosa
ed io seduto al fuoco osservo le tue movenze
tracimanti di quel corpo così speciale.....
delirio vetusto nell'anima
in te scalfisco le sentinelle del tuo nocivo muscolo pompante
e lo farò con forza e dolcezza
poiché so che il sole presto risplenderà
su tutto,
persino sulle ombre di questa vita.....
deh....principessa
scuotiti e danza per me........che assorto nella tua visione......
mi nutro di te, che sei arrosto profumato e cotto......
sussurrato da blinkeye62 alle 11:10 commenti (1)
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NON E'...
NON E’….
Non è la verità ciò che vedo
nei tuoi occhi, è solo un rivolo
di tristezza marrone che, scivolando,
raggiunge il mio cuore….
Non è l’orgoglio che mi occorre
per amarti, ma solo moltissimo coraggio………
Non è la folgore notturna che mi
rischiara l’animo, ma il tuo
bacio che schiocchi d’improvviso
e passione……….
Con tutta l’anima vorrei frugare
nelle pieghe del tuo corpo ed in
esso volare in mondi che solo noi
conosciamo……
Non è il sole che riscalda il mio
corpo, ma i tuoi abbracci prolungati……
Non è la brezza marina che sorregge
il mio sguardo, ma il tuo avvolgente movimento…….
Non è la pioggia che disseta il
bosco a rinfrescare la mia
mente, ma la tua gioia insinuante….
Vorrei portarti con me nell’isola
dei miei ricordi e là mostrarti
le emozioni di cui mi nutro….
Vorrei ed ancora vorrei………
ma la paura mi blocca,
mi rende timido
nasconde il mio amore
trafugato e molto presto i passi
lasceranno posto alla freddezza di un inverno………
sussurrato da blinkeye62 alle 10:42 commenti (2)
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mercoledì, 03 gennaio 2007
Non cosa dirti. Non so cosa fare per lenire il dolore che ti porti dentro come una scheggia d'acciaio che preme sul cuore. Non riesco neppure a guardarti dritto negli occhi e solo perchè sono velati di fiume salato. Non ho più parole per rincuorare il tuo dolore e solo perchè la mia bocca è chiusa dalla rabbia che non esce. Non riesco più nemmeno a toccarti. Non riesco.....Non faccio......Non porgo.......Non dico......E' tutto così deformato dal male, quel brutto rapace che, lentamente, ha scarnificato il tuo corpo come fosse un gioco al massacro perverso ed inesorabile......così...così te ne sei andata tra mille patimenti. Ora, chissà....se hai trovato pace. Lo spero vivamente. Tra i sospiri di una vita piena di occhi che ricercano pace, ho provato a respirare con dolcezza, ho provato a mettermi seduto e a darti ancora il mio anelito vitale....inutile, tempo perso, vano gioco di ricerca.....tu non ci sei più........
sussurrato da blinkeye62 alle 10:45 commenti (2)
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